giovedì 13 maggio 2010

PERIODACCIO


E' proprio un brutto periodo.

Un periodo in cui vedo tutto nero, senza possibilità di scampo...

Sono stanca, affaticata, ho l'emicrania perennemente a martellarmi il cervello e non ce la faccio proprio più...

Nulla che riguardi la famiglia, per carità, ma anche lei sta soffrendo di questo mio "momento nero" :

mi sopportano tutti in silenzio, tollerano i miei scatti d'ira, le mie mattane, le mie continue assenze da casa per colpa del lavoro, che poi è la causa principale di questo stato d'animo.

Non ne ho più voglia: di sopportare tensione, di soffocare rabbia, di ingoiare rospi, di veder premiato chi non merita, di non veder riconosciuta in nessun modo la mia dedizione alla professione.

Non ho più voglia di sacrificare i giorni di festa per il lavoro, la mia famiglia per il lavoro, la mia salute per il lavoro...

Vorrei solo avere il coraggio di dare un taglio netto a tutto e ricominciare...potermi reinventare .

Vorrei.

Ma non sò se posso:

per rispetto ai miei figli , che hanno il diritto di crescere senza fare troppi sacrifici, e per tutti coloro che, al giorno d' oggi, farebbero carte false per avere un lavoro come il mio...

Mi auguro solo che passi anche questa.

Ma in fretta, perchè proprio io non ce la faccio più!


P.S. scusate lo sfogo: domani prometto di postare i progressi del SAL LA-D-DA, ma oggi proprio non era cosa!!!



4 commenti:

Casa Cuori Colori ha detto...

Cara Patrizia,leggo ora il tuo sfogo e non sai quanto ti capisco...potrei fare "copia/incolla" e pubblicare lo stesso post! come avrai notato, da tre mesi sono assente dal mio blog, non pubblico più, non fotografo più, non ricamo....non ho più energie, il lavoro mi assorbe e alla famiglia, agli amici...restano le briciole di me. Anch'io vorrei, come hai scritto tu, ma non si può! Un abbraccio per farci coraggio! Claudia

Daniela ha detto...

Penso che chi più, chi meno stiamo tutte sulla stessa barca...io non ho idea di che tipo di lavoro tu faccia...ma non potresti chiedere un part time? oppure accordarti su uno straordinario si ed uno no...? Mi dispiace di non poterti aiutare se non con un abbraccio virtuale. Baci, Daniela

Many ha detto...

Ciao, son capitata qui per caso...ma come ti capisco! Ci son passata anch'io, un lavoro che assorbe ogni energia ma la toglie alla famiglia, c'è da uscirne pazzi. Alla fine m'è capitata un'occasione, un po' rischiosa a dire il vero, ma ero talmente al limite che mi son buttata e non me ne pento. Certo lo stipendio è più basso, ma faccio anche meno ore, faccio a meno di un sacco di cose per non sacrificare i bambini, ma la salute adesso ringrazia. Che dirti se non...forza e coraggio, vedrai che quando meno te lo aspetti capiterà anche a te qualcosa di buono, tu tieni gli occhi aperti e non farti travolgere da quello che è adesso il tuo lavoro. In bocca al lupo e un forte abbraccio, anche se non ci conosciamo
A presto
Many

Anonimo ha detto...

Anni fa ho lasciato la carriera perchè il mio stipendio non bastava a scoprire le spese di baby sitter e aiuti concreti non ne avevo. Ho vissuto non con poche difficoltà, anzi, ma tra momenti di sconforto di domande a me stessa se avevo fatto la scelta giusta, guardavo i miei due figli e mi rendevo conto che, sì era stato giusto perchè loro avevano bisogno di me e ho cercato di seguirli il più possibile in ogni cosa, dalla scuola allo sport e tanto, tanto altro. Eppoi è arrivato un tragico quanto mai devastante dolore due anni fa; la perdita del mio primogenito avvenuta in modo improvviso e quel che è peggio dinnanzi al fratello. Lascio immaginare quello che provo ma quante volte in questo tempo mi sono chiesta: e se succedeva mentre ero al lavoro? Non me lo sarei mai perdonata. Ora l'unico conforto è che ho goduto il mio ragazzo, anche se non nella ricchezza economica ma in una ricchezza che nessun lavoro o carriera può dare. L'amore immenso di una madre per i propri figli e viceversa. Non voglio che questo mio messaggio porti paura ma faccia riflettere. Molte volte perdiamo di vista quello che ci da energia anche per affrontare problemi di lavoro o comunque esterni. E' l'amore della nostra famiglia, dei nostri figli. Non ti conosco ma tira fuori la forza che solo dentro di ognuno di noi c'è anche quando siamo più a terra che mai. E se te lo dico io devi crederci. Paola